Survival #3 Settembre/Ottobre 2018 [PDF]

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Survival&Reporter #3
Settembre/Ottobre 2018
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Descrizione

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Dall’editoriale:

La natura è la nostra casa, diceva Gary Snyder “non un posto da visitare”. Ce lo ricorda Andrea Papini presentando il suo Prometheus ai lettori di Survival&Reporter.

La natura è la nostra casa….. ma allora noi dove viviamo? Scrivo questo editoriale toccando freneticamente i piccoli tasti avorio dello schermo del mio smartphone. Un colore asettico, né freddo né caldo, un effetto carta sulla schermata su cui appiano le letterine pre formattate nel loro bel carattere global standard. Ho scaricato delle mappe recentemente e per farlo ho acquistato e aggiornato un paio di app. Ora però mi sembra che la piccola creaturina qui nelle mia mani sia in affanno come dopo un’abbuffata.

La piccola stele nera della conoscenza attraverso cui tutto e tutti sono più vicini sembra aver perso lo spint eccitante che aveva appena estratto dal suo sarcofago di cartone i tech. Mi
sento come la scimmia di 2001 odissea nello spazio a contatto con la pietra nera piovuta dal cielo. Solo che ora invece di femori e omeri vorrei sbattere in terra questo elettrodomestico ribelle che è entrato in sciopero contro il suo padrone umano.
“Lavorare con lentezza” come il titolo di quel film. La macchina contro l’uomo.
Eppure al pari dei suoi compagni elettrodomestici questa nuova generazione di tecnologie smart” sembra non possa essere addomesticata appunto. Elettro si ma domestici mai sembrano dirti con quelle loro indefinite sfumature di nero, quei loghi epici e quelle infinite  abilità che essi possono produrre.
Schiavizza il tostapane, sfrutta il frullare o il microonde ma loro non li sfidare. Non sono tuoi in realtà ed è questo che li rende terribilmente speciali. Si, tu li hai comperati certo. Li hai portati a casa o li hai visti arrivare con un corriere, hai scartato la scatola, hai “settato” le tue preferenze, hai inserito i tuoi dati, eppure non ti sei accorto che il vero oggetto stavi diventando tu. Non perché voi si siate trasformati in organismi bioelettrici bensì perché siete (siamo) stati fatti oggetto delle attenzioni di qualcuno.

Quanti passi hai fatto oggi? Non me lo avrebbe chiesto neanche mia madre vedendomi tornare dal campo di calcetto da bambino. Quante calorie mangerai? Che cibi? I tuoi battiti sono regolari? E le tue preferenze in fatto di vestiti? La tua eta? E poi guarda caso da ogni finestra virtuale che apri appare un mondo di offerte su misura per te. Su misura nel senso che
sono proprio per te, o meglio, per il tuo avatar virtuale schedato e catalogato con cortesia dal piccolo agente segreto che hai nella mani.
Sia chiaro qui non si sta facendo l’apologia del luddismo del tremila. Viva la tecnologia e chi ci si dedica ma come ogni umano artifizio va tenuto sotto controllo. “Quello che possiedi alla fine ti possiede” e questo era chiaro dal giorno in cui Tyler Durden incontrò il suo doppio a cui cambiò la vita. Ma c’è una via di mezzo da seguire per sopravvivere alla imminente lotta tra super tecnologia ed inquisizione naturalista? Ai posteri l’ardua sentenza, ma sta volta i posteri siamo noi e il sentiero lo dobbiamo aprire per chi verrà dopo di noi.
Il sottoscritto nacque quando il doppio zero del duemila era qualcosa di metafisico vaticinato solamente in qualche film di fantascienza e la cosa più tecnologica con cui svagarsi erano totemici videogames da sala giochi. Per quante volte noi si abbia eroicamente difeso la terra da disciplinatissimi e schematici “space invaders” non saremo mai in grado di rivaleggiare con la generazione digitale che scorrazza oggi nelle strade e che, per esempio, riceve la fatidica pagella on line. Il massimo della brutalità tecnologia per noi che la tenevamo settimane stipata tra i libri per posticipare disperatamente l’ira funesta dei genitori. Sarà l’estate a rendermi nostalgico ma il problema c’è e va affrontato. E dove se non qua sulle pagine di Survival&Reporter. Dove se non nel luogo di cellulosa in cui di incontrano viaggiatori come Gallino e “cacciatori d’uomini” come Bozzo e Kyt? Dove la sopravvivenza urbana e le vette si
incontrano foglio dopo foglio.
Comunque un giorno guarderemo negli “occhi” un elettrodomestico antropomorfo in stile “Io Robot” e allora scopriremo se veramente non sia arrivato il giorno di lasciarci superare dalle macchine. Che poi sarà come superare noi stessi avendole create noi. Però senza poter più spingere off.

di Vittorio Carli