In caso di catastrofe mondiale la salvezza potrebbe venire dalle isole Svalbard. Qui, nel cuore del mar glaciale Artico, proprio in mezzo a una montagna dell’isola di Spitsbergen, sorge la banca mondiale dei semi. Un enorme deposito a 1.300 chilometri dal Polo Nord, scavato per 150 metri dentro la montagna, dove viene custodito il patrimonio genetico delle colture agricole della Terra, chiamato Svalbard Global Seed Vault.

La struttura del Svalbard Global Seed Vault

Tre grandi sale, protette da sistemi di massima sicurezza, custodiscono alla temperatura costante di 18 gradi sotto zero oltre un milione di semi, depositati qui praticamente da ogni Paese del mondo, a fronte dei circa 2,2 milioni di sementi custoditi nelle banche del pianeta. Il 2018 è stato un anno record per il deposito dei semi, e in 30 tra banche di sementi e istituti genetici hanno qui depositato 92.638 campioni. Mai così tanti dal 2011. In totale però lo spazio utile del bunker è stato pensato per poter contenere fino a 4 milioni e mezzo di semi, cioè il doppio di quelli attualmente noti alla scienza. Anche per il 2019 c’è la possibilità di depositare i semi, e la struttura verrà aperta per ben tre volte, a marzo, giugno e ottobre a tale scopo. 

Gli interni della Svalbard Global Seed Vault

Insomma la Svalbard Global Seed Vault, che è finanziata e gestita dal governo norvegese e supportata dalle principali istituzioni mondiali tra cui la Fao, è una vera e propria assicurazione sulla vita per l’umanità. E il bunker è in grado di mantenere la sua temperatura per i prossimi duecento anni, anche se dovesse verificarsi una improvvisa interruzione di corrente elettrica. 

Nelle intenzioni con cui è stato creato il deposito serve non solo a custodire anche a restituire i semi a quei paesi che ne fanno richiesta. Un esempio è dato dalla Siria: nel 2015 infatti una banca dei semi di Aleppo ha fatto la prima richiesta di prelievo di alcune sementi che aveva depositato in precedenza alle Svalbard per cercare di ripartire nella raccolta in seguito al trasferimento della sua sede a Beirut a causa della guerra. 

Alcuni dei semi conservati nella Svalbard Global Seed Vault

Anche se la Svalbard Global Seed Vault, che ha compiuto dieci anni nel 2018, è stata progettata per resistere al verificarsi di disastri naturali o causati dall’uomo per un millennio, dalla caduta di asteroidi a una guerra nucleare, c’è un pericolo che ne insidia l’esistenza. Il caldo. I cambiamenti climatici, infatti, stanno mettendo a rischio il permafrost, il terreno artico che fino a oggi è sempre stato perennemente ghiacciato ma che con l’innalzamento delle temperature si sta in parte sciogliendo.