Pietro Milillo ha scoperto un’imponente cavità sotto il ghiaccio, grande quasi quanto Manhattan

L’ultima scoperta sotto il ghiaccio del Polo parla italiano. Pietro Milillo è uno scienziato che lavora alla Nasa. Ha 29 anni ed è a capo di un team di glaciologhi provenienti da tutto il mondo. Il loro lavoro ha permesso di scoprire l’esistenza di un’imponente cavità al di sotto del ghiacciaio Thwaites.

La cavità è profonda circa 300 metri e ha un’estensione di 40 chilometri quadrati. Più o meno è grande quanto le città di Como, Gorizia, Bergamo, oppure come due terzi del distretto di Manhattan. La sua formazione sarebbe dovuta a causa dei cambiamenti climatici e può contenere circa 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Il Thwaites è uno dei luoghi più difficili da raggiungere sulla Terra, hanno spiegato i ricercatori, i quali hanno aggiunto che “sta per diventare più conosciuto che mai”.

La scoperta di Pietro Milillo porta con sé una grande valenza scientifica. Perché la cavità in questione si è formata un brevissimo lasso di tempo. Gran parte del ghiaccio, infatti, si sarebbe sciolto soltanto negli ultimi 3 anni. La speranza degli studiosi è che non si sciolga del tutto il ghiaccio che compone il Thwaites, perchè potrebbe provocare un allarmante innalzamento del livello dei mari, con pesanti conseguenze per l’intero ecosistema.

Si stima che se tutto il ghiaccio del Thwaites si sciogliesse, l’innalzamento delle acque sarebbe pari a 65 centimetri. Nella peggiore delle ipotesi c’è chi azzarda che lo scioglimento trascini con sé altri ammassi di ghiaccio, che potrebbero far alzare le acque anche di quasi due metri e mezzo. Il che significa che nel mondo molte città costiere e molte isole dell’Oceano Pacifico corrono il rischio di essere sommerse. L’infiltrazione di acque marine più calde fa sciogliere il ghiaccio a un ritmo mai visto prima, tanto che come spiega lo stesso Milillo “alcuni settori dell’imponente ghiacciaio Thwaites arretrano di circa 800 metri l’anno”.