Dal prossimo 26 ottobre le scalate sul sacro monolite australiano saranno vietate: offendono la sacralità del luogo. Ma i climber sono in aumento.

Uno dei sogni di ogni climber è la scalata sull’Ayres Rock, noto anche con il nome di Uluru, il monolite rosso alto 348 metri, che rappresenta uno dei simboli dell’Australia. Il divieto scatterà il prossimo 26 ottobre, in concomitanza con il 34esimo anniversario della restituzione agli aborigeni del sacro monte. 

Sull’Uluru ogni anno ci si arrampicano 250mila persone, anche se negli ultimi anni le incursioni dei viaggiatori si erano ridotte anche a causa dei pericoli che spesso si trovavano ad affrontare. Da anni ormai ai piedi del monolite, che ha una circonferenza di 9,4 chilometri, ci sono dei cartelli che chiedono il rispetto dell’area. “Per favore, non scalate l’Uluru. La nostra legge tradizionale ci insegna il modo corretto in cui comportarsi. Quella che i turisti chiamano “scalata” è la strada che i nostri avi seguirono per il giorno della creazione. Ha un grande significato spirituale”. Ma soprattutto: “Attenzione. Molte persone sono morte cercando di salire in cima”.

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Messaggi inequivocabili, che hanno ridotto il numero dei climber e turisti, ma che per gli aborigeni non erano sufficienti. Del divieto si parla da anni. Nel tempo il monolite era diventato una delle principali attrazioni turistiche del Paese. Il che ha determinato un continuo ritardo nel mantenimento della promessa fatta dal governo di regolamentare le salite dei turisti. Da quando lo scorso anno è stato approvato il divieto, con decorrenza 26 ottobre 2019, i climber si sono precipitati in massa in Australia. Il loro desiderio è quello di scalare l’Ururu e diventare un tutt’uno con i suoi colori che cambiano in funzione dell’ora del giorno e della stagione finché sono in tempo. Gli ultimi dati parlano di cifre vicine ai 500 scalatori quotidiani.

Ma il monolite non è solo quel che si vede. La maggior parte della roccia che lo compone, infatti, è nascosta sotto terra:  si calcola che il massiccio scenda ben sette chilometri sotto la superficie terrestre.