L’ultrarunner italiano ha dovuto dire addio alla Trans Kamchatka Expedition per via delle avverse condizioni meteo

Più volte dalle pagine di questo blog vi abbiamo parlato della Trans-Kamchatka-Expedition 2019, che vede protagonista l’italiano Stefano Gregoretti. Vi abbiamo raccontato di come le avverse condizioni meteo rendevano l’impresa ancora più dura del previsto. Ieri l’epilogo. La spedizione ha subito il definitivo stop.

Mancavano 100 chilometri in linea d’aria dalla costa est della Kamtchatka, quando Gregoretti e Ray Zahab, il suo compagno di viaggio, hanno deciso di fermare le slitte e di non proseguire nell’esplorazione dell’estrema penisola russa. Il fiume Zhupanova, a Nord-Est della capitale della regione Petropavlovsk, era una barriera per loro invalicabile non essendo gelato. Inoltre le informazioni che si potevano raccogliere da Google Earth erano troppo imprecise e approssimative e non consentivano uno sguardo totale sul territorio.

Ecco che la natura ha avuto la meglio, e il freddo siberiano che non ha però gelato i fiumi, hanno costretto i due esploratori a fermarsi a un soffio dalla fine. Un’avventura che rischiava di finire in tragedia, per l’alto rischio slavine, conseguenza del clima anomalo, e nemico da affrontare in tutte le fasi della spedizione. Il cibo razionato, poi, ha costretto i due a consumare un solo pasto al giorno, dal momento che l’avanzata subva continui stop. Troppo poco per sopportare lo sforzo necessario a proseguire nell’impresa.

Per i due esploratori, però, si tratta tutt’altro che di una sconfitta. Gregoretti e Zahab, infatti, hanno percorso 250 chilometri in totale autosufficienza a cui si sono aggiunti circa altri 50 chilometri di estenuante “avanti e indietro” per battere la pista lungo il bosco e tornare indietro a recuperare le slitte. Un traguardo ampiamente superiore alle aspettative.

“Nell’esplorazione non c’è mai una gara, non si tratta di sfidare qualcuno o qualcosa o addirittura la natura stessa. In 19 giorni abbiamo raccolto tantissime esperienze che serviranno da scuola per le prossime spedizioni o per chi, come noi, tenterà la stessa via”, sono state la parole di Stefano Gregoretti.