È l’alta via più lunga d’Italia. Un sentiero che attraversa e unisce tutto lo Stivale. Tre ragazzi stanno organizzando il trekking.

Esiste un sentiero, chiamato Sentiero Italia, che si dipana per quasi settemila chilometri lungo la dorsale montuosa italiana. Attraversa tutte e 20 le regioni italiane, con 350.000 metri di dislivello e 368 tappe che passano in 6 Siti Naturali Unesco. In mezzo una incredibile varietà di paesaggi e patrimoni culturali, grazie alle centinaia di borghi antichi e spesso sconosciuti che si incontrano.

Va' Sentiero

Il Sentiero Italia, però, è molto di più. Perché è il trekking più lungo del mondo, con i suoi 6.880 chilometri, che uniscono Trieste a Santa Teresa di Gallura attraversando l’Italia minore. Realizzato negli anni Novanta grazie all’Ass. Sentiero Italia e al Club Alpino Italiano, nel corso degli anni successivi è stato dimenticato. Nel gennaio 2018 il Club Alpino Italiano ne ha annunciato il restauro integrale e, grazie all’immenso lavoro di centinaia di volontari CAI, il Sentiero Italia sta per essere riaperto.

Va' Sentiero

Il prossimo primo maggio tre ragazzi italiani, Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono, inizieranno a percorrerlo, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna. E per dar vita alla loro spedizione, chiamata Va’ Sentiero, hanno lanciato una campagna di crowdfounding. Servono 25mila euro. Non solo: chiunque è il benvenuto a unirsi al trekking, al grido “Esploratori di tutto il mondo, uniamoci”. Tanto che Va Sentiero vuole essere una sorta di viaggio collettivo che testimoni l’amore per la montagna e l’importanza di un approccio sostenibile alla stessa.

Questi tre avventurieri che si muovono ispirati a Walter Bonatti racconteranno la loro impresa passo passo, sul web. Cammineranno per oltre un anno: 16 mesi per la precisione. Parlando del loro progetto hanno detto: “Vogliamo promuovere un turismo sostenibile nelle terre alte, c’è anche quello di iniettare linfa vitale per le economie locali. Il Sentiero Italia potrebbe aiutare chi in montagna ci vive e non vuole lasciarla: cosa c’è di meglio di un turismo lento e consapevole per dare una nuova speranza?”. Non a caso il 2019 è l’anno del turismo lento: una preziosa opportunità per riscoprire il contatto con la natura e poterla valorizzare.