Si tratta di microscopici esseri viventi, in grado di sopravvivere all’Apocalisse.

Il freddo artico fa loro un baffo, gli impatti con gli asteroidi per loro non sono un problema. Così come non è un problema la vita nello spazio. Stiamo parlando dei tardigradi, ovvero gli animali più resistenti del pianeta e dintorni. Basti pensare che nel 2007, l’Agenzia Spaziale Europea ha inviato 3.000 animali in orbita bassa attorno alla Terra ed è stato dimostrato che i tardigradi sono sopravvissuti per 12 giorni all’esterno della capsula.

Si stima che in caso di Apocalisse questi minuscoli invertebrati possano sopravvivere più di 10 miliardi di anni, superando le peggiori catastrofi cosmiche, quando la specie umana non ci sarà più. Non importa che li si congeli, che li si faccia bollire, che li si voglia lasicar morire di fame o di sete: loro sopravvivono. Possono stare 30 anni senz’acqua e cibo e resistere a temperature che vanno dai – 272 gradi centigradi ai +150.

Li ha scoperti per la prima volta Johann August Ephraim Goeze, analizzando questi microorganismi nel 1773. Anche se la paternità del nome la si deve a un italiano: Lazzaro Spallanzani. Il loro nome scientifico è Milnesium tardigradum, anche se sono ben più noti con il nome volgare di “orsetti d’acqua”, vista la loro forma molto simile a quella degli orsi.

Come afferma uno studio apparso tempo fa su Scientific Reports, i tardigradi hanno otto zampe e sono spugnosi come un orsetto in miniatura. Non hanno un sistema circolatorio o uno scheletro, e per questo possono raggomitolarsi in una modalità di iper-sopravvivenza chiamata “criptobiosi” in caso di necessità. Si muovono molto lentamente, abitando i fondali oceanici e alcuni ambienti umidi quali rocce e scogli.

In tutto esistono ben 1.200 specie di tardigradi. Alcune sono vegetariane, altre carnivore, alcune persino cannibali. Vivono su tutta la Terra, dalle cime delle montagne alle profondità oceaniche fino ai passi carrai. Alcuni sono ermafroditi, altri producono e depongono le uova senza che avvenga l’accoppiamento.

Attente analisi hanno dimostrato che i tardigradi sono animali con un genoma che pare sia stato “rubato” per il 17,5 per cento dei suoi geni da altre specie. Grazie alla scoperta delle straordinarie doti di sopravvivenza dei tardigradi, gli scienziati stanno studiando cosa nei geni dei tardigradi possa essere utile per la salute umana. In sostanza si vuole capire se si possano trasferire le tecniche di sopravvivenza di questi invertebrati per conservare i vaccini e il sangue umano. Insomma, in caso di Apocalisse la salvezza potrebbe arrivare da un pucciosissimo orsetto d’acqua.