Marco Casanova e Luca Valentini tenteranno la via tedesca, più sicura di quella francese

Parla italiano la primavera sull’Annapurna, il decimo monte più alto del mondo, in Nepal. Saranno Marco Casanova e Luca Valentini, che affronteranno la via normale di salita in stile alpino senza ossigeno e portatori d’alta quota. La via che hanno scelto è quella tedesca, oramai da qualche anno preferita alla francese del 1950 divenuta troppo pericolosa a causa del degrado del ghiacciaio.

Per i due alpinisti italiani non è la prima volta che comincia un’avventura in quota ottomila. Casanova già nel 2017 ha scalato il Dhaulagiri insieme a Marco Confortola. Luca Valentini, invece, aveva già tentato in precedenza l’Annapurna, senza riuscire ad arrivare in cima per via di un principio di congelamento alle dita delle mani conseguente ad una bufera che aveva investito il gruppo a campo 3.

L’Annapurna viene considerata una montagna assassina. Infatti è una delle cime più pericolose al mondo. Anche se tecnicamente non è l’ottomila più difficile da scalare, ed è stato il primo ad essere conquistato dall’uomo, a fare paura e a mietere timore e morti sono le continue valanghe che cadono dai suoi versanti. L’Annapurna detiene un triste primato: è la montagna con la più alta percentuale di alpinisti che perdono la vita nel tentativo di scalarla.

Il massiccio dell’Annapurna comprende 6 cime principali: Annapurna I (8.091 m); Annapurna II (7.937 m); Annapurna III (7.555 m); Annapurna IV (7.525 m); Gangapurna (7.455 m); Annapurna Sud (7.219 m).

Oltre a Casanova e Valentini le pareti dell’Annapurna sono meta di molte altre spedizioni primaverili. Tra queste una delle più interessanti è quella del polacco Adam Bielecki, che isieme a  insieme a Felix Berg torna su una montagna che già conosce, per un secondo tentativo di salita. Ma questa volta il suo obiettivo è quello di aprire una nuova via sul versante Nord Ovest, che al momento conta un solo percorso, salito da Hans Kammerlander e Reinhold Messner nel 1985.