Pecorino, pane carasau e malloreddus: la dieta ideale per un’impresa estrema in mare

Il survivalismo è l’arte di sopravvivere in condizioni estreme. Capita, quindi, di doversi cibare di quel che si riesce a reperire. Ma quando il survivalismo prende la piega sportiva l’alimentazione è fondamentale. Ecco che anche nelle avventure più estreme, come quelle in mare, ci sono cibi che possono aiutare più di altri a svolgere un’ottima performance.

Della questione si è interessata persino l’Università di Cagliari, che ha condotto uno studio sul velista oceanico Gaetano Mura durante il suo tentativo di giro del mondo. Tanto che i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale “International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism”.

Mura è un veterano delle regate transoceaniche. Al suo attivo, tra le altre, ci sono la Mini Transat (30 giorni di navigazione in solitario in un guscio di noce da 6,5 metri) e la Jacques Vabre, dalla Francia al Brasile. Ma soprattutto c’è il tentativo di Giro del Mondo in solitario nel 2016 sfumato dopo 70 giorni di navigazione sulle coste australiane.

Ecco che gli studiosi dell’Università di Cagliari sono giunti alla conclusione che per riuscire a superare con successo un impegno del genere servono non soltanto una preparazione psicologica e fisica adeguate, ma anche una dieta studiata con rigore scientifico. E ci sono arrivati studiando l’alimentazione del velista italiano, che a loro si era rivolto per elaborare un piano nutrizionale ad hoc proprio prima del giro del mondo.

Alla dieta da seguire in navigazione gli scienziati cagliaritani hanno accompagnato la misurazione dei parametri antropometrici prima e dopo la traversata degli oceani. La dieta di Mura è stata elaborata e preparata. In totale 120 buste sigillate con dentro i pasti. Tutte numerate e pensate per soddisfare le esigenze nutrizionali specifiche del velista. Gli studiosi hanno dichiarato che “In imprese così estreme il cibo deve accontentare cibo, anima e palato. Fattori tutti importanti e necessari per raggiungere l’equilibrio psico fisico adeguato in situazioni di forte stress prolungato”.

Ecco quindi che la dieta comprendeva i prodotti della tradizione sarda, come pecorino, pane carasau e malloreddus. Delizie che hanno permesso a Mura di affrontare onde alte anche dieci metri.