In caso di un attacco di un predatore alcune buone pratiche possono salvarci la vita

È notizia dei giorni scorsi che un bracconiere di rinoceronti è stato travolto e ucciso da un elefante ed è poi stato sbranato da un branco di leoni. La notizia è stata diffusa dalla Bbc online, spiegando che il fatto è avvenuto nel Parco Nazionale di Kruger, nel nord-est del Sudafrica. È una delle riserve faunistiche più grandi del continente africano, dove vivono leoni, leopardi, rinoceronti, elefanti, bufali e tantissimi altri animali.

Pare che l’uomo si fosse addentrato in compagnia di altri bracconieri nel parco, per andare a caccia di rinoceronti e dei loro richiestissimi corni. Qualcosa, però, è andato storto e all’improvviso un elefante avrebbe attaccato l’uomo, che non ha avuto scampo. I suoi complici, a quel punto, avrebbero portato il corpo su una strada prima di lasciare il parco, in modo che il cadavere fosse ritrovato la mattina seguente, e avvisato la famiglia della vittima.

Ma un branco di leoni sarebbe sopraggiunto e avrebbe divorato il corpo, lasciando solo un teschio e un paio di pantaloni. Dopo due giorni di ricerche i Rangers, allertati dalla famiglia del bracconiere, li hanno ritrovati nella sezione Crocodile Bridge del parco.

Alcuni Rangers del Parco Nazionale di Kruger soccorrono un rinoceronte ferito da un bracconiere

Consigli di sopravvivenza

Fermo restando che il bracconaggio è una pratica vergognosa, da condannare in qualsiasi modo, la notizia ci torna utile per riflettere su come difendersi dagli animali feroci. Capita, infatti, che anche nel corso di escursioni o esplorazioni survival ci si imbatta in incontri spiacevoli. Ecco che ancora una volta ci viene in aiuto il prezioso manuale della FISSS, “Dati per vivi, istruzioni di sopravvivenza individuale e di gruppo, redatto da Enzo Maolucci e Alberto Salza.

“Dall’artico al deserto – scrivono Maolucci e Salza – i predatori sono un falso problema. Dopo anni di condizionamento, gli animali non vi riconoscono come una preda”. Ma il manuale FISSS avverte anche: “In caso di aggressione non voltate le spalle, rimanete eretti e allargate la braccia, saltando e gridando. I grossi predatori attaccano alla schiena e una vostra posizione supina può scatenare l’aggressività del branco”.

Seguono poi una serie di consigli, tra i quali spicca quello di allontanarsi lentamente camminando all’indietro. Mai fissare il predatore negli occhi, e in caso di orsi polari vale il famoso “fingersi morti”, che può demotivarli.