L’Italia all’aria aperta conquista il turismo. Boom di stranieri.

In cinque anni i vacanzieri outdoor in Italia sono aumentati di quasi il 15%. In pratica ci sono 4 milioni e mezzo di stranieri in più rispetto al passato che hanno scelto il nostro Paese per trascorrere giorni en plein air. Segno che l’Italia non è solo arte e cultura, ma anche esperienza e avventura.

Quello dell’outdoor e della relativa vacanza a esso collegata, fatta di zaino in spalla e pernotto in camping è un mercato in crescita. Almeno così recita un approfondimento curato dall’Ufficio Economico Confesercenti su base di dati Istat, Banca d’Italia e Jfc. Il giro d’affari ammonta a 1,6 miliardi di euro, 19 mila sono gli occupati, e oltre 2.600 le imprese turistico ricettive. Tutto questo con una capacità di 1,3 milioni di posti letto.

Sempre più stranieri scelgono l’Italia

Nel 2017 – ultimo anno disponibile – gli arrivi di turisti nei campeggi e nei villaggi turistici hanno superato la barriera dei 10 milioni, a cui corrispondono circa 68 milioni di presenze e una permanenza media di 6,7 giorni. In cinque anni gli arrivi sono cresciuti di circa un milione (+12%), le presenze di oltre 3 milioni (+4,8%).

La vera notizia, però, è che sono sempre più gli stranieri a scegliere l’Italia. A fronte dell’aumento del 14,9% di questi ultimi, tra il 2012 ed il 2017 le presenze di italiani nei campeggi e nei villaggi si sono invece ridotte del 4%, quasi 1 milione e 400 mila in meno. Insomma l’Italia piace anche per l’outdoor e le avventure all’aria aperta. Soprattutto ai tedeschi, che sono il 30% dei turisti stranieri che scelgono questo tipo di vacanza. Seguono la Francia, con il 7,6%, i Paesi Bassi (7,3%), il Regno Unito (5%) e l’Austria (4,4%).

La crescita più importante si osserva, però, dai Paesi Baltici, dalla Bulgaria, Turchia e Portogallo. Tutti questi paesi nell’arco di 5 anni hanno visto più che raddoppiare i loro arrivi in Italia.

Ecco che l’outdoor si trasforma in uno strumento importante non solo a livello esperienziale, ma diventa anche un potenziale per il rilancio del comparto turistico. Sempre che venga accompagnato da buone pratiche che salvaguardino l’ambiente e non lo deturpino. Affinché l’avventura outdoor possa essere vissuta appieno.