È stato il primo uomo volante della storia

Era il 13 aprile del 1998 quando Patick De Gayardon morì a causa del malfunzionamento del paracadute principale e di quello di riserva durante un lancio nei cieli delle Hawaii. Una vita oltre ogni limite. Genio folle e coraggioso che è riuscito a rientrare nell’aereo da cui si è buttato, virando la sua rotta con una semplice alzata di braccio.

Indelebili nella memoria di chi pratica sport estremi le sue imprese. Nel 1995 De Gayardon si lanciò su Mosca da 12.700 metri di altezza senza ossigeno. Prima ancora, nel 1993 fece lo stesso nel Sòtano de Las Golondrinas, il gigantesco canyon naturale messicano profondo 376 metri e largo meno di 60. Nel 1992 volò dal Salto Angel, la cascata più alta del Venezuela e del mondo, con i suoi quasi mille metri di altezza. Impresa che gli è valsa l’ingresso nel team No Limits della Sector, e che lo ha reso famoso nel mondo perché testimonial della marca di orologi. E nel 1994 vola tra le nuvole del Polo Nord facendo skysurf, una disciplina da lui inventata nel 1989 che prevede il lancio con il paracadute e una tavola da surf fissata ai piedi.

morte de gayardon

Patrick De Gayardon durante un lancio

Proprio nel 1994 è arrivata la sua più grande invenzione: la tuta alare. Una particolare tuta la cui forma ricorda quella di uno scoiattolo volante, che riesce ad aumentare la superficie del corpo umano conferendovi un profilo alare, e permettere così di volare sfruttando ila combinazione tra il flusso d’aria e l’attrito durante la caduta. Patrick de Gayardon la mise a punto ore e ore a studiare gli scoiattoli volanti del Madagascar, che sono dotati di una sottile membrana che collega gli arti anteriori, quelli posteriori e la coda, e per questo planano da un albero all’altro.

Ma la vita di Patrick De Gayardon è stata anche molto altro, e la sua morte è stata una grave perdita per il mondo dell’avventura e degli sport estremi. Clicca qui per leggere lo speciale di Survival&Reporter in edicola.