Sotto i ghiacciai siberiani pare giacciano agenti patogeni vecchi di milioni di anni. Il caldo li sta resuscitando

Più volte abbiamo parlato dell’importanza del permafrost da queste pagine. Così come abbiamo già spiegato che il suo scioglimento sta portando alla luce l’avorio dei mammut estinti. Ma se quest’ultimo è un tesoro nascosto, così non è per i batteri che giacciono sepolti sotto i ghiacci.

Gli scienziati russi hanno lanciato l’allarme: il progressivo scioglimento dei ghiacciai siberiani, causato dal surriscaldamento del pianeta, determinerà la diffusione nel mondo di “malattie gravissime”. E il pericolo sarebbe imminente poiché in Russia il riscaldamento globale progredisce a ritmi due volte e mezzo superiori a quelli del resto del mondo.

Alcuni scienziati, lavorando in Siberia, hanno scoperto che lo scioglimento del permafrost sta liberando nell’aria spore e batteri rimasti congelati per migliaia di anni. In particolare è finita nel mirino la Jakuzia, che vedrebbe nel suo sottosuolo giacere virus preistorici, ricadute nucleari, gas serra e spore che causano l’antrace.

L’allarme anche dall’Harvard University

Non solo: uno studio della Harvard University ha scoperto che lo scioglimento del permafrost artico sta rilasciando nell’atmosfera una quantità di ossido di diazoto, uno dei principali gas serra, 20 volte superiore alle previsioni. Il permafrost presente in Alaska, inoltre, sta rilasciando attualmente quantità di protossido mai previste prima: “Ulteriori piccoli incrementi di emissioni di ossido di diazoto potrebbero determinare gli stessi effetti sul cambiamento climatico di un enorme rilascio di CO2”, ha avvertito il professor Jordan Wilkerson, dottorando e primo autore dello studio presso il laboratorio di Chimica atmosferica ad Harvard.

Una situazione resa assai preoccupante se si tiene conto anche dei risultati di una ricerca appena pubblicata dall’Istituto federale svizzero di Tecnologia, la quale afferma che di questo passo entro il 2100 i ghiacciai potrebbero scomparire del tutto. Se così dovesse realmente essere potrebbe davvero essere l’inizio della fine, perché se le sostanze tossiche incastonate nei ghiacciai dovessero finire nelle falde acquifere e quindi, di conseguenza, rapidamente nella nostra catena alimentare, i danni provocati potrebbero essere altissimi e irreparabili.