Gli scatti del Capitano Sora al Polo Nord in mostra al museo della scienza

In questi giorni Milano è la capitale degli alpini. Proprio oggi, infatti, ha il culmine la 92esima Adunata Nazionale, con la sfilata che ha attirato sotto la Madonnina mezzo milione di penne nere. Sono stati molti gli eventi organizzati in città, per celebrare gli alpini. Tra questi è degna di nota una mostra fotografica che celebra le gesta eroiche, survival per dirla con un termine a noi caro, del capitano Gennaro Sora in occasione della celebre impresa del generale Umberto Nobile del 1928, finita in tragedia.

Sora

Il Capitano Sora

Sora è un leggendario Alpino nato a Foresto Sparso, in provincia di Bergamo, il 18 novembre 1892 e morto nello stesso paese il 23 giugno 1949. Nel 1928, insieme ad altri otto alpini, fu chiamato a partecipare alla seconda spedizione che il generale Umberto Nobile si accingeva a intraprendere per raggiungere il Polo Nord con il dirigibile Italia. Per Nobile, che era un grande esploratore, oltre che ingegnere e accademico, dell’epoca, si trattava della seconda spedizione al Polo Nord, a carattere scientifico.

Sora Alpini

il Dirigibile Italia

Gennaro Sora venne chiamato a supporto, e venne scelto per la sua capacità di domare i ghiacciai e per la straordinaria resistenza fisica. La spedizione ebbe inizio il 15 aprile e terminò tragicamente il 25 maggio, quando il dirigibile precipitò sul Pack a causa di una violenta tempesta, determinando il fallimento della spedizione e la morte di una parte degli uomini a bordo.

Incarnazione dello spirito degli Alpini

Il Capitano Sora si distinse negli interventi di salvataggio per la sua incredibile tenacia, incarnando così al meglio lo spirito degli Alpini, sempre pronti a intervenire nel momento del bisogno. Espresse al suo superiore la volontà di mettersi alla ricerca dei superstiti. Entrò in contrasto con lui che voleva seguire una linea di maggiore cautela, ma densa di errori.

Polo Alpini Sora

i soccorsi guidati dal Capitano Sora

Sora si mosse così da solo. Con il suo obiettivo immortalò i momenti della spedizione di salvataggio e i ben 400 chilometri di marcia sulla banchisa polare. Questi scatti sono esposti fino al 25 maggio, a ricalcare le date di quella spedizione, al Museo della Scienza di Milano.