Oliviero Alotto percorrerà 200 km di corsa e in canoa per raccontare come i cambiamenti climatici incidono sull’ambiente, gli animali e le comunità locali

Il progetto si chiama #RunningForClimate in Groenlandia. A dargli vita è il runner torinese Oliviero Alotto, che dal 3 al 6 giugno prossimi correrà per oltre 200 chilometri in solitaria. Un’impresa estrema per denunciare le conseguenze dei cambiamenti climatici e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di fare ognuno la propria parte, a cominciare da poche semplici azioni da compiere nella propria vita quotidiana. E quando non correrà Alotto percorrerà il suo percorso in canoa.

Secondo l’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, entro la fine del secolo, in mancanza di limitazioni delle emissioni di gas serra, la temperatura media sul Pianeta è destinata ad aumentare di 4°C e oltre, ma già con un aumento di 2°C si prevedono gravissime conseguenze ambientali e sociali. Oliviero Alotto ha ben presente questo allarme, che si aggiunge ad altri drammatici dati: in Groenlandia nel 2003 scomparivano ogni anno 111 chilometri cubi di ghiaccio, e dieci anni più tardi, la cifra è quasi quattro volte più elevata.

Ecco che per sensibilizzare sui rischi a cui il pianeta va incontro Alotto vuole tentare questa avventura ai limiti del survival. Toccherà gli spazi lasciati liberi dal ritiro dei ghiacciai sulla più grande isola al mondo. il luogo in cui tale impresa si terrà è la regione sud-ovest della Groenlandia, dove sono più evidenti gli effetti del cambiamento climatico. Oltre 200 chilometri tra le località di Kangerlussuaq (sede dell’aeroporto), Kelly Ville, Ice Cap, Sisimiut (la seconda città per popolazione).

Alotto

il progetto #RunningForClimate

L’alimentazione durante la preparazione

Fondamentale per questo tipo di imprese, la dieta dell’atleta è seguita dalla biologa e nutrizionista Felicina Biorci. Nella fase di allenamento si procede con un digiuno intermittente, che prevede 2-3 pasti al giorno al più tardi entro le 16, così da raggiungere 12-16 ore di digiuno prima della colazione del giorno successivo. Digiuno che, stando agli ultimi studi, favorirebbe l’autofagia, responsabile del ricambio cellulare che preserva un corretto funzionamento dell’organismo, la riduzione dei marcatori di infiammazione e il miglioramento del microbioma intestinale. Quindi per tenere alti i livelli di ematocrito, grazie ai quali l’ossigeno arriva abbondante nei tessuti, non mancano le barbabietole mentre legumi e canapa forniscono il giusto apporto proteico. Teff, frumenti antichi, riso, grano saraceno e miglio forniscono i carboidrati, mentre il cacao è fondamentale per contrastare i danni da carichi di lavoro eccessivi. Ovviamente ci sono 700 ml di acqua mattina e pomeriggio

L’alimentazione durante la corsa

Per riuscire a coprire i fabbisogni di circa 40-60 km di corsa giornaliera alle temperature artiche non devono mancare i carboidrati. Vista la scelta di un’alimentazione sostenibile, sono escluse proteine animali, compensate da frutta disidratata, castagne, riso, datteri, canapa.

La preparazione atletica

Alotto si prepara costantemente a imprese del genere, correndo e allenandosi ogni giorno, seguendo una precisa tabella studiata insieme a un preparatore atletico. Nel caso specifico ha corso due gare di oltre 100 km nell’arco di 3 settimane e due da 50 km. Corre almeno 100 km ogni settimana, a cui aggiunge un allenamento in bici.

Chi è Oliviero Alotto? 

Responsabile di Slow Food a Torino, per anni ha guidato l’associazione Terra del Fuoco. Da sempre è impegnato nella sensibilizzazione verso la salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta. È appassionato di montagna, corsa, trail running, ma anche di vino e cibo. Per lui la corsa è un elemento di unione tra i popoli e di riscoperta della natura nella sua più profonda essenza.