Allarme dell’Arpa: “i ghiacciai del Monte Canin stanno scomparendo”

Nonostante la primavera abbia tardato ad arrivare, e sul monte Canin a fine maggio si sia tornati a sciare, la situazione del ghiacciaio è in grave pericolo. L’Arpa, Agenzia Regionale per l’Ambiente, del Friuli Venezia Giulia, infatti, ha presentato una relazione in cui si afferma che “i ghiacciai del Monte Canin stanno scomparendo”. Colpa dei cambiamenti climatici, e del surriscaldamento globale.

Tecnicamente parlando, spiegano gli esperti, il ghiacciaio del Canin può ancora definirsi tale, anche se i ghiacci della montagna ormai hanno un movimento molto limitato, di pochi centimetri all’anno. Sono quasi statici, dal momento che la loro massa, il loro spessore, il loro volume non sono più tali da garantire un flusso e una deformazione interna del ghiacciaio indotta dalla massa stessa del ghiacciaio.

Proprio sul monte Canin, il cui ghiacciaio è uno dei più bassi della catena alpina, da alcuni anni si svolge la Canin Skyrace, una corsa in montagna sui sentieri della Grande Guerra. Una corsa di circa 18 km con un dislivello positivo di circa 1.700 metri che si disputa nell’ambito del Nevee Outdoor festival, manifestazione che quest’anno si svolgerà il 20 e 21 luglio prossimi.

Il Nevee Outdoor Festival

Il Nevee Outdoor Festival è un evento volto a valorizzare il territorio dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Inoltre rappresenta un’occasione di scambio culturale e condivisione dei valori dello sport e del vivere la natura in ambiente montano. Obiettivo principale della manifestazione è far scoprire le peculiarità della zona attraverso lo sport e molteplici attività, evidenziando tutte le possibilità turistiche offerte dalla montagna. In particolare far conoscere il Canin, il Montasio e la val Raccolana, un territorio molto vasto e pieno di infinite possibilità, molte delle quali sconosciute alla maggior parte dei turisti.

Ma accanto alle tante attività outdoor che si possono praticare a ridosso del ghiacciaio Canin, uno dei principali effetti dello scioglimento dei ghiacci è l’innalzamento delle temperature. L’Arpa del Friuli Venezia Giulia avverte che alla fine del secolo, a Pordenone, Gorizia e Udine, “le notti calde passeranno dalle 5-10 della metà degli anni ’70 e ’80 alle 70-80. I giorni caldi saliranno dai 20-30 ai 90-100”. A Trieste le notti calde saranno oltre 120 e 70 i giorni.