Si tratterebbe della leggendaria Cantre’r Gwaelod

Recentemente nel Regno Unito si è abbattuta una violenta tempesta, chiamata Hannah, i cui venti hanno superato i 130 km/h e hanno lasciato oltre 10mila abitazioni senza energia elettrica. Soprattutto in Galles. Danni enormi, che tuttavia potrebbero aver contribuito a far riemergere un regno scomparso da millenni.

Le raffiche di vento più intense, infatti, si sono verificate ad Aberdaron, nella penisola di Llyn, nel Galles del Nord. La violenta perturbazione avrebbe riportato alla luce i resti di quella che potrebbe essere un’antica e leggendaria foresta. Nei pressi dell’attuale villaggio di Borth, nella contea gallese del Ceredigion, si trovava infatti una immensa foresta preistorica che si estendeva per diversi chilometri. Gli archeologi ritengono che tale foresta fosse già presente fin dall’età del bronzo.

La leggenda di Cantre’r Gwaelod

Circa 4.500 anni fa questa grande foresta, dal nome Cantre’r Gwaelod, fu sepolta da acqua di mare, sabbia e torba, ispirando persino racconti epici. Si narra che la zona fosse una sorta di paradiso. L’abbondanza di acqua permetteva di coltivare e far crescere quello che si voleva. Per evitare che il mare inondasse questa terra, fu costruita una diga, che si apriva nei periodi di bassa marea, mentre in quelli di alta si chiudeva. Il guardiano di questa diga era un tale di nome Seithennin, grande amico del re Gwyddno Garanhir, ma anche grande bevitore. Un giorno, durante una festa al castello del re, arrivò una forte tempesta che nessuno riuscì a calcolare. La leggenda vuole che la colpa fosse proprio di Seithennin che essendosi ubriacato non era stato in grado di capire cosa stava succedendo. Sta di fatto che la diga era aperta, e la tempesta scaraventò sulla terra di Cantre’r Gwaelod tutta la sua furia, seppellendo sotto l’acqua la terra di Re Gwyddno.

Gli studi archeologici

Fin qui la leggenda. Ma studi archeologici hanno dimostrato che nel sito infatti sono stati ritrovati una serie di reperti come impronte fossilizzate di uomini ed animali, ed alcuni strumenti. Resti che nel 2014 furono resi visibili per breve tempo a causa di una marea particolarmente bassa. Oggi, grazie alla devastazione della tempesta Hannah, sono riemersi pini, querce e betulle che si ritiene appartengano all’età del bronzo. E a distanza di oltre un mese dalla tempesta rimangono ancora visibili.