I resti dell’esemplare adulto di lupo gigante del Pleistocene sono venuti alla luce nel permafrost del distretto di Abyisky, nel nord della Jacuzia

La scoperta è stata fatta lo scorso anno, per caso, lungo le rive del fiume Tirekhtyakh, ma è stata resa nota soltanto negli ultimi giorni a Tokyo. L’occasione è stata l’inaugurazione di una mostra sui mammut lanosi organizzata da scienziati della Jacuzia e giapponesi. Una testa di lupo gigante vissuto ben 40 mila anni fa è venuta alla luce dal permafrost che si scoglie in Siberia.

Resti in ottime condizioni 

Come hanno spiegato i paleontologi che ne stanno studiando i resti, il cranio del lupo è ancora dotato di un folto pelo e di grandi zanne intatte. È lungo una quarantina di centimetri. A prenderlo in consegna per capirne meglio le caratteristiche è stato un gruppo di scienziati giapponesi. Secondo le loro prime valutazioni l’animale era un individuo adulto di età compresa tra i 2 e i 4 anni e sarebbe vissuto nel Pleistocene. Dai primi rilievi l’animale sarebbe morto quando ormai aveva completato lo sviluppo. Ad occuparsi di analizzare il DNA del lupo sarà invece il Museo di Storia Naturale svedese.

Mai prima d’ora si era verificato un ritrovamento di una tale importanza. Per questo motivo gli scienziati si sono dati il compito di analizzarne il DNA per confrontarlo con quello dei lupi moderni, e provare a ricostruirne l’aspetto originale. Quello che i ricercatori vogliono inoltre scoprire sono eventuali ulteriori dettagli sulla vita dei predatori dell’epoca, e capire se in quell’area si sia mai registrata la presenza umana.

Un’eventualità, quella delle presenza umana, che si ritiene assai improbabile. Il fatto che sia stata ritrovata solo la testa del lupo potrebbe far pensare a dei cacciatori. In realtà gli scienziati propendono più per l’ipotesi che la testa sia stata mozzata dal ghiaccio. Solo analisi più approfondite potranno fare chiarezza in merito.

Gli altri ritrovamenti 

Insieme al lupo è stato ritrovato anche un cucciolo di leone delle caverne, perfettamente conservato, morto poco dopo la nascita. L’esemplare ribattezzato Spartak, era lungo 40 centimetri e pesava 800 grammi: è il quarto riportato alla luce da questo team di scienziati, dopo una serie di ritrovamenti tra il 2015 e il 2017.