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Inghiottito e risputato dalla balena come nelle antiche storie – l’incredibile avventura di un sub regista

«Trovarsi nel ventre della balena è un’idea confortante e piacevole… Escluso l’esser morti, è lo stadio finale e inarrivabile di irresponsabilità» (George Orwell, 1940). Città del Capo, 11 marzo – Chi…

«Trovarsi nel ventre della balena è un’idea confortante e piacevole… Escluso l’esser morti, è lo stadio finale e inarrivabile di irresponsabilità» (George Orwell, 1940).

Città del Capo, 11 marzo – Chi non si è mai emozionato con le storie sulle balene? A leggere il celebre romanzo di Melville “Moby Dick”, il “Jonah” dell’Antico Testamento, o ad immaginarsi con Pinocchio nel ventre della balena… Storie in grado di far emozionare intere generazioni che talvolta infondono timore precludendo il rapporto tra uomo e mare.

Il protagonista di questa nuova, vera, quanto incredibile storia invece, è il cinquantunenne sudafricano Rainer Schimpf. Regista di “Dive Expert Tours”, era partito con la sua squadra di sub per documentare il viaggio di uno stormo di piccole sardine. Ma il suo viaggio ha portato con sè uno straordinario colpo di scena a Port Elizabeth, a est di Città del Capo.

Il gruppo di sub si era diviso in due squadre per documentare squali, balene, pinguini, foche e delfini intenti a catturare grandi quantità di piccoli pesci. Si trovavano a 25 miglia nautiche dalla costa quando, forse a causa dell’aver nuotato troppo vicino al gigantesco mammifero, Schimpf è stato improvvisamente risucchiato nell’enorme bocca della balena tra lo sgomento dei suoi sommozzatori.

Le balene Bryde, sono solitamente grigiastre e arrivano a misurare fino a 40-55 piedi di lunghezza e si trovano in genere nell’oceano Atlantico, Indiano e Pacifico. Possono immergersi fino a una profondità di 300 metri. Tradotto: non lascerebbero alcun scampo al sub inghiottito.

Proprio come accaduto a Pinocchio o al biblico Jonah però, fortunatamente Schimpf è sopravvissuto. Il grande cetaceo non carnivoro lo ha risputato in mare, con la fortuna di poter essere in vita per raccontare questa leggendaria esperienza. Intervistato da “Barcroft TV”, il regista subacqueo a spiegato che stava filmando uno squalo quando l’acqua attorno si è improvvisamente oscurata e ha sentito la grande balena afferrare il suo corpo.

balene

Non c’è tempo per la paura

«Non c’è tempo per la paura in una situazione del genere, devi usare il tuo istinto». E ha aggiunto: «Ho trattenuto il respiro perché pensavo che si sarebbe immerso e mi avrebbe liberato molto più profondamente nell’oceano, era buio pesto dentro». Mentre Schimpf era nella bocca della balena, il fotografo Heinz Toperczer, incredulo quanto spaventato, ha tenuto la macchina fotografica puntata sul regista, immortalando fortunatamente il mancato banchetto del mammifero che, dopo pochi secondi, ha rigettato il sub che è riuscito a raggiungere illeso la barca.

Una vicenda che non può far altro che affascinare gli amanti degli oceani, da oggi più che mai impazienti di vedere questo nuovo documentario. Ma questa vicenda dovrebbe anche interrogare l’uomo sull’inutile e dannosa caccia alle balene, tra l’altro ripresa a dicembre da Giappone, Islanda, Norvegia e Russia, e che ogni anno mette in grave rischio di estinzione questi stupendi esemplari, rischiando di compromettere l’intero ecosistema naturale degli oceani.

Andrea Bonazza

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