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Tag: outdoor

Vuoi stare meglio? Stai outdoor per due ore a settimana

Il contatto diretto con la natura migliora sensibilmente la nostra salute Per godere di una saluta di ferro, ed essere felici, basta stare un paio d’ore alla settimana a contatto…

Il contatto diretto con la natura migliora sensibilmente la nostra salute

Per godere di una saluta di ferro, ed essere felici, basta stare un paio d’ore alla settimana a contatto con la natura. Potrà sembrare una banalità, e ben lo sanno gli appassionati di outdoor ad ogni livello. Ma ora ad avvalorare la tesi è arrivata anche la scienza. Una ricerca condotta su un campione di 20 mila inglesi ha stabilito quanto già si sapeva, aggiungendo però che vi sarebbe un tempo minimo di permanenza per godere dei vantaggi dell’immersione nel verde.

Quello che la scienza non è ancora riuscita a dimostrare sono i motivi per cui il contatto outdoor con la natura apporti tanti benefici all’organismo umano. Ci sono scuole di pensiero che ritengono sia la maggiore attività fisica a cui lo stare all’aperto costringe ad apportare i benefici. E chi invece pensa sia proprio la natura in sé ad avere un’azione terapeutica, grazie all’azione distensiva che ha sui nervi. Sta di fatto, però, che ai partecipanti alla ricerca è stato chiesto di descrivere la loro giornata abituale. Loro hanno detto quante ore passavano mediamente a settimana in parchi, aree verdi, campagne, insomma a contatto con la natura.

Ebbene, chi praticava outdoor per più di due ora a settimana aveva maggiori possibilità di essere in buona salute. E queste due ore erano spalmate su un’intera settimana. Un tempo di permanenza superiore alla media, dato che è stato scoperto che ogni persona trascorre a settimana “solo” 94 minuti (poco più di un’ora e mezza) a settimana all’aperto. Basta quindi una sola mezz’ora in più per stare meglio.

Stando a quanto spiegato dai ricercatori, l’aspetto più interessante dello studio riguarda il fatto che, indipendentemente dall’esser giovani o meno giovani, poveri o benestanti, residenti nei piccoli centri o nelle grandi città, praticare sport o meno, i benefici dello trascorrere 2 ore immersi nella natura sono identici per tutti. Una buona notizia anche per chi non è un appassionato di sport, ma semplicemente un amante della vita all’aria aperta.

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In Alta Langa il primo festival dedicato all’outdoor

Trekking, mountain bike e passeggiate a cavallo per gli amanti della natura Se si pensa alle Langhe viene subito alla mente il vino. Dolci colline, paesaggi rilassanti, vigneti. Ma il…

Trekking, mountain bike e passeggiate a cavallo per gli amanti della natura

Se si pensa alle Langhe viene subito alla mente il vino. Dolci colline, paesaggi rilassanti, vigneti. Ma il territorio di questo pezzo di Piemonte può offrire molto di più. Ecco perché per il prossimo fine settimana è in programma il primo Festival dell’Outdoor in Alta Langa. Un territorioche offre al visitatore panorami a perdita d’occhio e paesaggi caratterizzati dalle zone boschive e dai noccioleti.

Proprio qui, in questi boschi, si potrà vivere l’esperienza outdoor più autentica. L’Alta Langa presenta infatti un enorme patrimonio naturale che costituisce lo scenario ideale per praticare attività a piedi, in bicicletta o MTB, a cavallo. Molti gli eventi in programma tra sabato 8 e domenica 9 giugno, su e giù per i tantissimi sentieri, il fitto dei boschi, i suggestivi borghi, con visioni impareggiabili di un paesaggio autentico.

Alta Langa

un paesaggio dell’Alta Laga

Alcuni numeri

180 chilometri di percorsi all’aria aperta, una ventina tra guide e istruttori, 24 i Comuni attraversati, 15 eventi e cinque discipline (mountain-bike, e-bike, nordic-walking, trekking a piedi e a cavallo): sono questi i numeri del primo Festival dell’outdoor in Alta Langa, promosso dall’Unione montana Alta Langa in collaborazione con l’Atl Langhe Monferrato Roero e il sostegno della Siscom di Cervere e della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo. Due giorni di attività all’aria aperta, sabato 8 e domenica 9 giugno, per atleti, amatori e famiglie con la voglia e il desiderio di scoprire un territorio ricco di sentieri e percorsi unici.

Gli eventi

Saranno sette gli eventi in programma nella giornata di sabato 8 giugno, con inizio alle 9.30: easy-bike (pedalata per famiglie) con partenza da San Benedetto Belbo, trekking della nocciola con percorso ad anello da Cortemilia, in mountain-bike nella Valle Uzzone con partenza da Castelletto Uzzone, in e-bike nei luoghi fenogliani con partenza da Murazzano, a cavallo alle sorgenti del Belbo dal rifugio La Pavoncella di Camerana, il trekking tra bosco e castello da Prunetto e l’avvicinamento al nordic-walking a Benevello. Le varie attività si ripeteranno nella giornata di domenica 9 giugno, sempre con inizio alle 9.30, ma il percorso in mountain-bike nella Valle Uzzone sarà sostituito con due eventi ad anello lungo e corto, rispettivamente con partenza da Bossolasco e Cravanzana. Il nordic-walking si terrà ancora a Benevello, ma sarà riservato ai praticanti.

 

 

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A Capo Mannu una sagra dedicata al surf

Appassionati di sport, turisti ‘fuori stagione’, visitatori curiosi: tutti pronti a segnare in calendario l’appuntamento più divertente di Ottobre. La Penisola del Sinis, in particolare la zona di Capo Mannu…

Appassionati di sport, turisti ‘fuori stagione’, visitatori curiosi: tutti pronti a segnare in calendario l’appuntamento più divertente di Ottobre.

La Penisola del Sinis, in particolare la zona di Capo Mannu nel comune di San Vero Milis, provincia di Oristano, si prepara anche quest’anno a celebrare la ‘cultura del mare’ e il connubio tra sport del Surfing e ambiente con la terza edizione de La Sagra del Surf di Capo Mannu.

L’evento è organizzato dal TEAM DE LA SAGRA DEL SURF. Si svolgerà il prossimo 5 e 6 ottobre in una zona della Sardegna magica e affascinante, sulla costa ovest dell’Isola, dove si erge Capo Mannu, il promontorio a picco sul mare considerato dagli amanti del surf come ‘la Mecca del Mar Mediterraneo’.

Quella di quest’anno sarà la terza edizione della sagra, dopo che lo scorso anno i numeri hanno segnato cifre da record: oltre 120 espositori e circa 8mila persone coinvolte in una festa che, come spiegano gli organizzatori è “aperta a tutti, divertente e coinvolgente, in classico stile italiano. Alla Sagra del Surf, poi, si potranno provare le attività sportive più disparate, le proposte turistiche più interessanti, le soluzioni nel rispetto dell’ambiente più innovative.”

Ecco che Capo Mannu anche quest’anno si appresta a diventare un coloratissimo palcoscenico, per mostrare ad appassionati, curiosi e neofiti, il mondo del surf e i tantissimi altri sport che con esso condividono amore per la natura e rispetto per l’ambiente.

Gli appuntamenti

Oltre alle scuole di surf, kite, windsurf, skateboard, SUP, che proporranno come di consueto al pubblico de LA SAGRA prove gratuite ed eventi studiati ad hoc (anche per i più piccoli!), torneranno ad animare il Surf Village anche le tantissime associazioni sportive delle varie discipline (tra cui yoga, ginnastica acrobatica, vela, pattinaggio, bike, parkour, pole dance, running, difesa personale ecc.) con le nuove proposte per il pubblico e le dimostrazioni live degli atleti. E poi tanti reportage di fotografi e artisti che hanno fatto del mare e della sua salvaguardia la principale fonte d’ispirazione.

Insomma, la sagra del Surf è un evento unico in tutta la Sardegna, degno di essere vissuto fino in fondo.

 

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Vacanze outdoor: il boom dell’anno

Lo scorso anno il turismo all’aria aperta ha registrato un fatturato di 4,9 miliardi di euro Che l’outdoor fosse il nuovo modo di fare le vacanze lo avevamo già raccontato…

Lo scorso anno il turismo all’aria aperta ha registrato un fatturato di 4,9 miliardi di euro

Che l’outdoor fosse il nuovo modo di fare le vacanze lo avevamo già raccontato qualche tempo fa. Ma ci riferivamo in particolare ai turisti stranieri, che scelgono l’Italia come meta di elezione per il turismo all’aria aperta. Adesso arriva una nuova buona notizia, che riguarda l’outdoor in generale. Tutti, ma proprio tutti, ne vanno matti.

Un’indagine dell’Osservatorio del Turismo Outdoor 2019 dimostra che lo scorso anno il turismo all’aria aperta ha registrato un fatturato di 4,9 miliardi di euro. La stima di crescita è di 1,3 punti percentuali per il 2019 e un totale di oltre 68 milioni di presenze con un aumento stimato del 2,3% per un totale di circa 70 milioni.

In particolare i dati della ricerca affermano che è lo sport en plein air a riscuotere grande successo. Sono oltre 200 le discipline praticate, 30 milioni i praticanti attività sportiva all’aperto, di cui 6 quelli che si spostano in una località turistica per praticarle. Dati di tutto rispetto, che testimoniano come negli ultimi anni sia cambiato il concetto di turismo. Sia in termini di durata, sia in termini di esperienza ricercata durante l’attività ricreativa.

Ciò significa che l’avventura all’aria aperta è uno stimolo sempre più apprezzato e accolto da chi va in cerca di emozioni nel tempo libero. Non a caso si parla sempre più si turismo esperienziale, dove la componente avventurosa, a contatto con la natura gioca un ruolo fondamentale.

Ne sono testimonianza le tante proposte che il nostro Paese offre per praticare sport estremi o comunque ricchi di adrenalina. Trekking, ultratrail, endurance, canyoning, arrampicata sono i settori di maggiore traino, oltre a essere quelli che regalano grandi emozioni e la possibilità di entrare a stretto contatto con la natura. Misurandosi con i propri limiti in una sfida al limite della sopravvivenza.

 

*La ricerca sul turismo outdoor è stata condotta da Human Company, il gruppo fiorentino che ha al suo attivo otto strutture tra Veneto, Toscana e Lazio, in collaborazione con Travel Appeal, startup italiana specializzata in Data Science e Intelligenza Artificiale al servizio della Travel Industry.

 

 

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Anche in Italia c’è la Barriera Corallina

È stata scoperta in Puglia, durante un’esplorazione al largo di Monopoli È di qualche giorno fa la notizia che nel 2016 e 2017 il numero di nuovi coralli avvicendatisi nella…

È stata scoperta in Puglia, durante un’esplorazione al largo di Monopoli

È di qualche giorno fa la notizia che nel 2016 e 2017 il numero di nuovi coralli avvicendatisi nella composizione della Barriera Corallina si è ridotto dell’89%. A lanciare l’allarme è stato il centro di ricerca per gli studi sulla barriera corallina della James Cook University (Australia). Ma per una Barriera che sparisce un’altra viene scoperta. 

Alcuni ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, infatti, hanno scoperto nel corso di un’esplorazione al largo di Monopoli, una Barriera con caratteristiche similli a quelle equatoriali. La barriera è lunga ben 135 chilometri, e si trova fra i 40 e i 55 metri di profondità.

È composta da una fitta foresta di coralli, molto somigliante a quella dei fondali delle Maldive o di Sharm el Sheikh. Quello che differenzia la Barriera corallina pugliese dalle barriere tropicali è il fatto che a 50 metri di profondità non viene illuminata dal sole e per questo i colori sono meno sgargianti. Tecnicamente usare il termine barriera sarebbe dunque improprio poiché si parla di barriera quando arriva in superficie. Tuttavia la scoperta ha del sensazionale.

barriera corallina puglia

un dettaglio della barriera corallina scoperta in Puglia

Un tesoro naturale nascosto

Insomma, un tesoro naturale rimasto nascosto fino a oggi. Le ricerche erano iniziate tre anni fa: “L’aspetto paradossale è che ce l’avevamo davanti agli occhi e non l’abbiamo mai vista”, hanno commentato i ricercatori che hanno fatto la bella scoperta. A coadiuvare le ricerche anche alcuni studiosi dell’Università di Tor Vergata e dell’Università del Salento che hanno impiegato particolari robot subacquei.

La scoperta è stata resa possibile in seguito alle segnalazioni di alcuni pescatori, che da tempo gettando le loro reti nel mare tra Cerano, Casalabate, Torre Chianca e San Cataldo raccolgono pezzi di coralli. La Puglia diventa così ancora di più una meta per gli amanti del contatto con la natura e delle esperienze di vita outdoor.

A questo punto è importante preservare e tutelare la bellezza e la ricchezza di questo tesoro finora nascosto. Perché la costa pugliese è ricca di biodiversità e di strutture naturali che vanno tutelate e valorizzate. Anche con un approccio turistico consapevole e rispettoso della natura.

 

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Tutti pazzi per l’outdoor

L’Italia all’aria aperta conquista il turismo. Boom di stranieri. In cinque anni i vacanzieri outdoor in Italia sono aumentati di quasi il 15%. In pratica ci sono 4 milioni e…

L’Italia all’aria aperta conquista il turismo. Boom di stranieri.

In cinque anni i vacanzieri outdoor in Italia sono aumentati di quasi il 15%. In pratica ci sono 4 milioni e mezzo di stranieri in più rispetto al passato che hanno scelto il nostro Paese per trascorrere giorni en plein air. Segno che l’Italia non è solo arte e cultura, ma anche esperienza e avventura.

Quello dell’outdoor e della relativa vacanza a esso collegata, fatta di zaino in spalla e pernotto in camping è un mercato in crescita. Almeno così recita un approfondimento curato dall’Ufficio Economico Confesercenti su base di dati Istat, Banca d’Italia e Jfc. Il giro d’affari ammonta a 1,6 miliardi di euro, 19 mila sono gli occupati, e oltre 2.600 le imprese turistico ricettive. Tutto questo con una capacità di 1,3 milioni di posti letto.

Sempre più stranieri scelgono l’Italia

Nel 2017 – ultimo anno disponibile – gli arrivi di turisti nei campeggi e nei villaggi turistici hanno superato la barriera dei 10 milioni, a cui corrispondono circa 68 milioni di presenze e una permanenza media di 6,7 giorni. In cinque anni gli arrivi sono cresciuti di circa un milione (+12%), le presenze di oltre 3 milioni (+4,8%).

La vera notizia, però, è che sono sempre più gli stranieri a scegliere l’Italia. A fronte dell’aumento del 14,9% di questi ultimi, tra il 2012 ed il 2017 le presenze di italiani nei campeggi e nei villaggi si sono invece ridotte del 4%, quasi 1 milione e 400 mila in meno. Insomma l’Italia piace anche per l’outdoor e le avventure all’aria aperta. Soprattutto ai tedeschi, che sono il 30% dei turisti stranieri che scelgono questo tipo di vacanza. Seguono la Francia, con il 7,6%, i Paesi Bassi (7,3%), il Regno Unito (5%) e l’Austria (4,4%).

La crescita più importante si osserva, però, dai Paesi Baltici, dalla Bulgaria, Turchia e Portogallo. Tutti questi paesi nell’arco di 5 anni hanno visto più che raddoppiare i loro arrivi in Italia.

Ecco che l’outdoor si trasforma in uno strumento importante non solo a livello esperienziale, ma diventa anche un potenziale per il rilancio del comparto turistico. Sempre che venga accompagnato da buone pratiche che salvaguardino l’ambiente e non lo deturpino. Affinché l’avventura outdoor possa essere vissuta appieno.

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L’Adventure Outdoor Fest 2019 si sposta ai piedi della Marmolada, per ricostruire un bosco

La nuova location pensata per dare una mano concreta ai boschi devastati dalla tempesta “Vaia”dello scorso autunno Un intento nobilissimo, dettato da un grande amore per la natura e per…

La nuova location pensata per dare una mano concreta ai boschi devastati dalla tempesta “Vaia”dello scorso autunno

Un intento nobilissimo, dettato da un grande amore per la natura e per la vita all’aria aperta, anima la settima edizione dell’Adventure Outdoor Fest. La manifestazione, infatti, quest’anno ha deciso di cambiare location e di approdare, al 25 al 28 luglio 2019, nel Medio Alto Agordino (BL). Uno dei luoghi più affascinanti delle Dolomiti, pesantemente colpito dal maltempo dei mesi scorsi, che ha bisogno di rinascere.

Ecco che il festival, diventato negli anni il punto di riferimento per gli amanti dello stile di vita outdoor e della montagna e per gli appassionati di natura e avventura tende la sua mano. Durante la tre giorni si parlerà diffusamente delle nostre foreste e di cosa possiamo fare per prenderci cura di un bene comune dall’immenso valore, soprattutto alla luce delle problematiche ambientali che stiamo vivendo in questa epoca. Ma soprattutto parte del ricavato delle iscrizioni alle attività in programma sarà devoluto a favore della ricostruzione di un bosco a Livinallongo.

I danni della tempesta Vaia nei boschi bellunesi

L’edizione 2019 dell’Adventure Outdoor Festival è del tutto speciale. È frutto della collaborazione di Adventure Outdoor Italia con il progetto Dolomites Maadness, brand di destinazione che riunisce i 7 comuni di Rocca Pietore, Alleghe, Cencenighe, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, San Tomaso Agordino e Taibon Agordino.

Un programma ricco di esperienze, dal Trail al Bushcraft

Il programma della manifestazione è ricco di esperienze e attività sportive, e l’Adventure Outdoor Fest rappresenta un’occasione unica per riconnettersi alla natura, ricaricarsi grazie ad essa, e trovare equilibrio e armonia dentro e fuori se stessi. L’edizione 2019 nel Medio Alto Agordino sarà un evento durante il quale vivere di cose semplici, in perfetto spirito survival. Trail, climbing, bushcraft adventures, e molto altro per approfondire tematiche legate alla natura e agli sport outdoor.

In agenda sono numerosi gli appuntamenti previsti per scoprire o rivivere alcuni dei luoghi meno conosciuti e più autentici delle Dolomiti. Sia per chi è appassionato di trekking, di mtb o di trail running, sia per chi ama l’arrampicata e l’alpinismo su roccia dolomitica. Tra questi trekking con l’autore, bushcraft sotto le stelle, una speciale gara di trail running, tra storia, natura e panorami mozzafiato, corsi di slackline e highline, concerti in rifugio e racconti attorno al fuoco. E poi pratiche di mindfulness, barefoot hiking e forest teraphy. Imperdibile, poi, gli Adventure Movie Awards, con la proiezione di alcuni tra i documentari e cortometraggi dedicati all’avventura e all’esplorazione. Così come gli incontri con diversi protagonisti di questo affascinante mondo, presenti per raccontare le loro storie, le loro passioni e i loro sogni.

 

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Il Survival in mostra a Parigi

Al via la seconda edizione di Survival Expo, il primo salone interamente dedicato al survivalismo. Le esperienze di Outdoor Expo sono ancora un ricordo vivo nella mente di chi vi…

Al via la seconda edizione di Survival Expo, il primo salone interamente dedicato al survivalismo.

Le esperienze di Outdoor Expo sono ancora un ricordo vivo nella mente di chi vi ha partecipato. Soprattutto perché quest’anno è stata introdotta un’apposita sezione dedicata al Survivalismo. Ma tra pochi giorni a Parigi apriranno i battenti di un’altra, grande, manifestazione: il Survival Expo. È il primo salone interamente dedicato al survivalismo. L’appuntamento è dal 22 al 24 marzo a Parigi, una delle patrie di questa disciplina. L’edizione 2019 è la numero due, e arriva dopo una prima edizione che ha avuto un enorme successo di pubblico, con oltre 8mila visitatori in due giorni. Mai prima dello scorso anno in Europa si era svolta una fiera dedicata al Survivalismo.

 

Il Survival Expo è l’unica fiera B2B e B2C su Survival – Outdoor – Autonomy in Europa. Vuole diventare un punto di riferimento sui temi della prevenzione dei rischi, dell’autonomia e delle attività all’aperto. Oltre ai tanti convegni e incontri, alla manifestazione sarà possibile praticare e apprendere varie attività. Tra queste, l’accensione del fuoco, le basi del primo soccorso, rudimenti sulle piante edibili, il tiro con l’arco, il climbing, e molto altro.

Molti gli ospiti attesi: bushcrafetr, geologi, climber, trainer, prepper, si danno appuntamento al Paris Event Center – Porte de la Villette, per svelare i segreti della sopravvivenza. Si parlerà anche di indipendenza energetica, di energie rinnovabili, gestione delle acque, la sicurezza, bushcraft, avventure, trekking e spedizione a rischio.

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Il Survival a Outdoop Expo – Survival & Reporter

Dall’1 al 3 marzo torna Outdoor Expo. Tra le novità un’intera area dedicata al Survival. Manca meno di una settimana a Outdoor Expo. Torna la fiera interamente dedicata allo sport e…

Dall’1 al 3 marzo torna Outdoor Expo. Tra le novità un’intera area dedicata al Survival.

Manca meno di una settimana a Outdoor Expo. Torna la fiera interamente dedicata allo sport e al turismo all’aria aperta. I battenti apriranno il 1 marzo, a Bologna Fiere. Per tre giorni sarà possibile girare tra i 20 mila metri quadrati di esposizione, e partecipare a prove di attività outdoor. Insomma, il quartiere fieristico di Bologna per il primo fine settimana di marzo si trasformerà in un paradiso del mondo outdoor, pronto ad accogliere migliaia di visitatori.

La fiera è giunta quest’anno alla sua seconda edizione. In programma ci sono molte novità. Tra queste un’intera sezione dedicata al survivalismo. Oltre 200 espositori italiani ed internazionali presenteranno ai visitatori le novità e un ampio e completo panorama di prodotti nei tre grandi temi sui quali è articolata la manifestazione: turismo, sport e natura. Oltre a confermare tutte le strutture che hanno fatto divertire famiglie e sportivi nel corso della prima edizione, per quest’anno la fiera mette a disposizioni nuove aree di prova ed esibizione. E il survival è una di queste.

Perché Outdoor Expo è soprattutto attività demo e di avviamento. In fiera tutti avranno la possibilità di toccare con mano quante più discipline possibili. In programma corsi e lezioni tenuti da istruttori qualificati, ideati appositamente per un pubblico di tutte le età. Le attività proposte sono suddivise nei 4 elementi naturali: acqua, aria, terra e fuoco. Il Survival appartiene al fuoco, elemento purificatore e vivificatore che racchiude in sé il principio della vita, che scaturisce dalla sua energia.

Tra i tanti ospiti di Outdoor Expo, per la sezione Survival, uno dei più grandi survivalisti di fama mondiale: David Michael Canterbury. Come riporta il sito della manifestazione, Canterbury da grande esperto di sopravvivenza, è stato co-protagonista nel reality show televisivo “Dual Survival” trasmesso da Discovery Channel. Ha inoltre recitato in una serie televisiva di sopravvivenza chiamata “Dirty Rotten Survival” trasmessa dal National Geographic Channel. È il co-proprietario e supervisore, nonché istruttore, della “Pathfinder School” del sud est dell’Ohio, che è stata nominata da USA Today come una delle migliori dodici scuole di sopravvivenza negli Stati Uniti.

David Michael Canterbury

Oltre al suo lavoro alla Pathfinder School, Canterbury è autore di bestseller del New York Times ed è stato menzionato sulla copertina di Backwoodsman Magazine negli Stati Uniti. Ha conseguito una laurea in Wilderness Ministry presso la Frontier Christian University e la sua certificazione in Wilderness First Aid / CPR e Advanced Search and Rescue, oltre a quella di Trapper Esperto dai Fur Takers of America. Ha ottenenuto svariati certificati di base e intermedi dalla Scuola Internazionale di Arti e Scienze Erboristiche. Canterbury è anche ambasciatore globale di Morakniv, vive nel sud est dell’Ohio negli Stati Uniti.

 

 

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Il survival sportivo: un vero toccasana – Survival & Reporter

Sopravvivere per sport significa vivere con passione, rapportarsi con ogni ambiente puntando alla massima autonomia e alla conoscenza dell’ignoto. Stanno entrando nel vivo le fasi di preparazione del primo contest…

Sopravvivere per sport significa vivere con passione, rapportarsi con ogni ambiente puntando alla massima autonomia e alla conoscenza dell’ignoto.

Stanno entrando nel vivo le fasi di preparazione del primo contest italiano dedicato ai survivalisti. La location è la Val di Fiemme, e il periodo è il prossimo mese di luglio. Nei prossimi post entreremo più nel dettaglio sulle discipline e le gare che verranno disputate. Per ora, però, riteniamo doverosa una precisazione sulla natura del contest, che vedrà prove individuali e prove a squadre.

Il Survival Contest Italy sarà una manifestazione di survival sportivo. Non solo corse OCR, ma un insieme di discipline volte all’apprendimento e allo sviluppo delle tecniche di sopravvivenza in situazioni potenzialmente rischiose. Essere survivalisti significa vivere al di là delle possibilità concesse dalle circostanze. Ma il survival è anche la “scienza del comportamento nel pericolo”, cioè studio e sperimentazione delle  soluzioni adottate in vari ambiti nel passato, nel presente e, in prospettiva, anche di quelle possibili in futuro.

Ecco che si capisce appieno il significato del survivalismo sportivo. Perché sopravvivere per sport significa vivere con passione, rapportarsi con ogni ambiente puntando alla massima autonomia e alla conoscenza dell’ignoto. Lo sport è in sintesi “cultura e scienza dell’azione fisica” (libera o disciplinata) per vocazione, diletto o professione.

E il survivalismo sportivo è una disciplina che fa sopravvivere le abilità e le attitudini delle nostre origini, che esprime il piacere di mettere in atto le tecniche più utili e “vitali” in ogni contesto ambientale e che cerca soprattutto l’avventura di conoscere e di misurarsi nell’emergenza reale o simulata. È una sorta di “meta-disciplina”, che richiede di adattarsi. Improvvisare, risolvere complessità. Il tutto per raggiungere lo scopo prefissato.

Detta così sembra una cosa difficilissima. In realtà lo è meno di quel che sembra. Il segreto è affrontare le complessità rinunciando a una logica specialistica e “lineare”. Insomma, più che un’arte marziale, il survival sportivo è un’arte parziale, che chiede di garantirsi l’esistenza con qualsiasi mezzo proprio e improprio. Di qui il ruolo fondamentale viene giocato dallo spirito d’avventura, che viene dunque esteso dal piano mitico e romantico a quello di ricerca e conoscenza dell’ignoto.

Tutto questo con un notevole beneficio apportato al corpo. Perché il survival sportivo sviluppa positive dinamiche comportamentali e favorisce le difese immunitarie. Inoltre è un potente antidepressivo e risulta utile per superare molte fobie. Migliora il metabolismo, l’autostima, le capacità cognitive e decisionali, il controllo emotivo, la memoria procedurale e prospettica.

Insomma, non vi resta che iscrivervi al nostro Survival Contest Italy. Nel frattempo…Stay tuned!

 

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