Ross Edgley ha nuotato per 157 giorni consecutivi, percorrendo quasi tremila chilometri e incontrando squali e meduse

Quella di Ross Edgley è un’impresa che rimarrà nella storia. Mai nessuno prima di lui, nemmeno i più esperti in fatto di survivalismo, aveva circumnavigato la Gran Bretagna a nuoto. Un’impresa così grossa che a due mesi dal suo compimento lo stesso nuotatore ha dichiarato di aver dovuto re-imparare a camminare. Sì, perché in totale questo 33enne di Grantham, in Lincolnshire, ha nuotato per 157 giorni consecutivi

In tutto ha percorso 2882 chilometri, senza pinne né boccaglio. Una distanza pari a quella che separa Mosca da Londra. Ha mangiato 610 banane, bevuto 314 lattine di Red Bull, è stato colpito da 37 meduse. In alcune giornate ha nuotato anche per 12 ore di fila, compresa la notte. In altre si è riposato su un catamarano che lo accompagnava e ha documentato le fasi salienti della sua impresa per poi trasmetterle su un videoblog.

La sua avventura è cominciata lo scorso primo giugno, e si è conclusa cinque mesi dopo. È partito dal porto di Margate, nel Sudest dell’Inghilterra, e qui è tornato dopo aver nuotato in senso orario facendo il giro di tutta la Gran Bretagna.

Ha sfidato tutto e tutti. La frase più ricorrente che si è sentito dire prima di intraprendere la sua storica impresa era “non è possibile”, e a seguire una serie di motivazioni: le acque della Gran Bretagna sono troppo fredde, le correnti troppo forti. 

Lui non ha ascoltato nessuno e si è letteralmente buttato, riuscendo nell’impresa. Non sempre è stato facile: un giorno, in prossimità della Scozia, ha avuto un faccia a faccia con uno squalo. Un’altra volta, nel golfo di Bristol, una balenottera lo ha notato e, incuriosita, lo ha accompagnato per una decina di chilometri.

Nonostante consumasse tra le 10 mila e le 15 mila calorie al giorno, i cinque mesi di circumnavigazione hanno regalato a Ross ben 10 chili in più.

Ross Edgley al suo arrivo al porto di Margate

Ora che è tornato alla vita sulla terraferma Ross Edgley confessa che il riadattamento non è dei più facili. “Ho dovuto tornare a imparare a camminare, perché i legamenti e i tendini avevano dimenticato il modo di funzionare”. Quando si riposava sul catamarano non faceva più di cinque metri al giorno, tanta era la distanza dalla doccia al letto, fino alla cambusa. 

Quando ha toccato terra, coronando il suo sogno e entrando così nella storia, al porto di Margate c’era una folla di ammiratori ad attenderlo, e tra loro c’era anche l’esploratore Ed Stafford, il primo uomo che ha percorso a piedi l’intero Rio delle Amazzoni. 


1 commento

Remare e perdere il 20% del proprio peso nell'Atlantico - Survival & Reporter - Survival & Reporter · 18 Gennaio 2019 alle 10:12

[…] notevole prova di tenuta mentale. Proprio come l’impresa che è stata portata a termine da un nuotatore in solitaria attorno alla Gran […]

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