L’alpinista italiano sta tentando un’impresa da cui mai nessuno è uscito vivo

Daniele Nardi è il re incontrastato dell’inverno in altissima quota. Sì, perché l’alpinista italiano è uno dei protagonisti delle scalate invernali dei giganti della montagna. Insieme a Tom Ballard, Ullah Baig e Kareem Haya, Nardi sta tentando la scalata del Nanga Parbat: è la nona montagna più alta della Terra, in Pakistan, con i suoi 8.126 metri sul livello del mare.

Già di per sé sarebbe un’impresa difficile, soprattutto in inverno. Ma Nardi e i suoi compagni di spedizione stanno seguendo un percorso fino ad ora inviolato, quello cioè che porta ad attraversare e a superare lo sperone Mummery, una impressionante parete verticale ghiacciata di più di mille metri che richiede, soprattutto in pieno inverno, uno sforzo a dir poco titanico. Uno sperone a cui nessuno scalatore è mai sopravvissuto.

Nardi e Ballard mentre scalano lo sperone Mummery – foto tratta dal sito www.danielenardi.org

Nei giorni scorsi Nardi e Ballard sono saliti fino a 6200 m, ma non hanno trovato un buon posto da bivacco. Allora, anche a causa del vento forte e della nottataccia già trascorsa, hanno deciso di tornare al campo base dopo aver lasciato un po’ di materiale per proseguire la scalata. Ma il maltempo in arrivo sta costringendo la spedizione a una pausa. 

Nardi ungo lo sperone Mummery – foto tratta dal sito www.danielenardi.org

Come racconta il suo sito internet, Daniele Nardi  è il primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo.  Dal 2002, anno in cui ha toccato per la prima volta la quota degli 8.000 sul Cho Oyu (sesta montagna più alta del mondo posta tra la Cina ed il Nepal), non si è più fermato. Lo sperone Mummery per Nardi rappresenta il sogno di una vita, e questo è il suo quinto tentativo.

Poco prima di partire Nardi aveva rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio 24. “Il mio grande sogno è aprire una via nuova in inverno su una montagna di 8000. Riuscire a completare lo Sperone Mummery, arrivare tra i 6900 ed i 7000, quando si può considerare conclusa questa nuova via, è il mio primo grande obiettivo. Poi certo, cercherò di tirare su fino alla vetta”.

Nardi in calata sul Mummery – foto tratta dal sito www.danielenardi.org

E nei giorni scorsi, salire fino a 6.200 metri per Nardi è stata la ripetizione di quanto già fatto nel 2013. Nello stesso punto in cui cinque anni fa lì insieme a Elisabeth Revol piantò una tenda, quest’anno Nardi ha lasciato un po’ di materiale, nella speranza che il vento non lo porti via, per proseguire la salita. Nel 2013 Nardi e la Revol arrivarono fino a 6.450, là dove nessuno era mai arrivato. Ma l’obiettivo di Daniele oggi sono almeno i 6.900.