Dopo la scoperta della cavità grande quanto due terzi di Manhattan, il rischio del collasso del ghiacciaio 

Il ghiacciaio più pericoloso del mondo sembra si stia per staccare. A lanciare l’allarme è la Nasa, che ha avvertito come il ghiacciaio Thwaites nell’Antartide occidentale, soprannominato anche il ghiacciaio del Giorno del giudizio, sia sul punto di collassare.

Survival & Reporter si era già occupata di questo ghiacciaio, quando ha raccontato la storia di Pietro Melillo, l’italiano che studia i Thwaites. Ed è proprio grazie a lui che è stata scoperta una grossa cavità scavata nel ventre del ghiacciaio dall’acqua più calda. Un’erosione formatasi in brevissimo tempo, che potrebbe presto provocare il disintegro della piattaforma di ghiaccio dato che tale cratere è il risultato del progressivo scioglimento di 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Già di per sé sarebbe grave così, visto che la grotta scoperta è grande come due terzi di Manhattan. Ma la Nasa ha aggiunto che il ghiacciaio “Thwaites non era attaccato alla roccia”.

L’intero ghiacciaio ha le dimensioni della Florida, ed è attualmente responsabile di circa il 4% del livello del mare su scala mondiale. Contiene abbastanza ghiaccio per innalzare gli oceani dell’intero globo terrestre di oltre 65 centimetri e i backstop vicini ai ghiacciai che aumenterebbero il livello del mare, se tutto il ghiaccio fosse perduto, di altri 2,4 metri. in più, con il crollo dei Thwaites, la maggior parte dell’Antartide occidentale collasserà insieme a esso.

La scoperta della Nasa, condotta dall’italiano Pietro Melillo, è stata possibile grazie al programma Icebridge, che utilizza una serie di radar spaziali collegati in grado di penetrare nelle profondità dei ghiacci antartici. L’allarme della Nasa segue quanto già anticipato nel 2014 dai ricercatori dell’Università di Washington, i quali avvertirono già allora che il Thwaites stava iniziando a crollare. Anche se all’epoca il collasso, però, era solo nella sua fase iniziale.