Il Valtellina Vertical Tube è lungo solo un chilometro, ma mette a dura prova muscoli e coronarie

È “il chilometro più duro al mondo”, quello che mette a dura prova muscoli e coronarie. Mille metri di sviluppo, cinquecento di dislivello, pendenza media 60% ma soprattutto un contesto particolarissimo: la condotta forzata ENEL che trasporta fino al fondovalle l’acqua dei torrenti della Valmalenco. Parliamo della Valtellina Vertical Tube che si disputa dal 2015 in primavera vicino a Sondrio.

Una “vertical” unica nel suo genere con pendenze che superano i cinquanta gradi, con duemilasettecentotredici gradini da salire. A sfidarsi in questa folle corsa in salita sono specialisti di tower running (specialità che consiste nel salire in vetta ai grattacieli di tutto il mondo senza fare uso degli ascensori), verticalisti convenzionali e skyrunners da tutta Italia ma anche da Inghilterra, Messico e Giappone.

L’itinerario è incombente e minaccioso: due enormi tubi verdi “adagiati” lungo il pendio della prima elevazione del versante retico della Valtellina. La pendenza non è costante e asseconda l’andamento del rilievo, aumentando regolarmente fino all’impennata quasi verticale del “muro” finale.

Vertical Tube

il chilometro più duro al mondo

Una gara a numero chiuso

La gara è a numero chiuso con 400 atleti alla partenza che scattano ogni 30 secondi con unico aiuto. I gradini sono contrassegnati di cento in cento. Si parte e si arriva correndo. La tecnica migliore, secondo gli esperti, è quella di procedere con un passo da due gradini alla volta. Tempo di percorrenza? Meno di venti minuti per i super atleti di questa specialità.

Quest’anno tra le donne ha trionfato la bravissima Elisa Sortini (17 minuti ed otto secondi), davanti a Katarzyna Kuzminska (staccata di soli 19 secondi) ed alla sorprendente “non-elite” Valentina Garattini, terza in 17 e 49. Ma è tra gli uomini che la Vertical Tube 2019 è stata stellare perché, insieme al suo terzo successivo consecutivo, l’altoatesino Hannes Perkmann stabilisce anche il record assoluto della prova che fin dalla prima edizione (2015) apparteneva a Bernard Dematteis, abbassandolo di otto secondi. Quanto basta per infrangere la barriera dei quattordici minuti con il suo 13 e 54 che lascia un ottimo Alberto Vender a 27 secondi e il tower runner Emanuele Manzi a 56, a completare il podio.